sabato 12 febbraio 2011

... e chi non crede in nulla la governa...

"...
Così la mia nazione è ritornata al punto
di partenza, nel ricorso dell' empietà.
E, chi non crede in nulla, ne ha coscienza,

e la governa. Non ha certo rimorso,
chi non crede in nulla, ed è cattolico,
a saper d' essere spietatamente in torto.

..."

(Pier Paolo Pasolini-La Religione del mio tempo)


Perduta la culla originaria, o la possibilità di riconoscerla ormai incapace di accogliere i suoi figli, l' io inaridisce e muore, il dramma rimane irrisolto e si volge in tragedia.

Così per i cittadini di uno Stato in cui si arriva a litigare per indire o meno una giornata di festa nazionale che ricorre ogni cinquantennio.

Se non fosse triste e vero, sarebbe ridicolo.
Strano, questo nostro Paese, in cui la democrazia è talmente insediata ed aperta da consentire intestine lotte tra organi istituzionali per siffatti motivi...
Si vede che, tra le varie cecità di cui ci piace macchiarci, ci sta anche quella dell' autolesionismo intellettuale: non abbiamo neppure più il rispetto per ciò che le generazioni passate hanno conquistato con il loro stesso sangue.
Smemorati. Ed ingrati.

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